SE PARLI INGLESE A TORINO, NON PAGHI LE TASSE.
Pubblicato da thegreatsyd su 20 Gennaio 2008
Ebbene si, miei cari lettori, si torna nuovamente a parlare di lingue o meglio, della nostra cara lingua italiana che viene trattata come e peggio di qualsiasi altra lingua del mondo.
Succede a Torino, citta italiana famosa per la presenza della FIAT e non solo, al politecnico di questa famosa città, chi studia in inglese non paga tasse.
Siamo arrivati al paradosso di dover studiare in Italia ma in inglese, per non pagare le tasse.
Studiare in inglese quando si potrebbe farlo in italiano, visto che siamo in Italia.

e il povero Benigni cerca di promuovere l’italiano e le sue grandi opere ma, a quanto pare, essere italiani non paga.
Il Politecnico di Torino, ha pensato bene di istituire corsi di laurea in inglese esentati dal pagamento delle tasse universitarie, che invece vengono pagate da coloro che a Vercelli o a Biella vogliono studiare in italiano.
Il rettore del politecnico in questione, magari si sentira fiero di questa iniziativa strampalata ma non capisce che questo modo di fare ci fa risultare, soprattutto agli occhi di altre nazioni, dei leccaculo degli inglesi?
Il vero problema, comunque, non è il rettore del Politecnico ma tutto il mondo politico, che abdica alla sua funzione di rappresentante degli interessi dei suoi elettori, e fa passare, tacendone, questa discriminazione fatta a cittadini italiani, che pagano le tasse per poi pagare più tasse, se parlano in italiano. E’ la solita storia dei forti con i deboli e deboli con i forti. Dove sono i sindaci leghisti di quelle parti? Quei sindaci che se la prendono con gli immigrati poveri e che osano parlare di cancro, riferendosi ai mussulmani immigrati, ma di fronte alle prepotenze dei linguistiche ed economiche, come quella del Politecnico, non osano alzare nemmeno il mignolo. Forse alzano solo la coda per scondinzolare in segno di riconoscenza verso qualcuno che è più forte di loro.
C’e’ da vergognarsi di essere italiano e di appartenere ad un popolo che svende la propria identità culturale.
Vadano pure avanti finché la gente non ne potrà più e si ribellerà come è successo nei paesi satelliti dell’Unione Sovietica appena hanno potuto. Facciano ora le loro prepotenze e preghino Iddio che la borsa di New York non ceda subito sotto le pressioni dei mutui. I loro figli saranno quelli che decideranno che ormai è meglio studiare in cinese che in italiano.

Io resto sempre dell’avviso che in Italia si studia in italiano o, se proprio si vuol fare uso di una lingua, bisognerebbe scieglierne una internazionale ma neutrale come potrebbe essere l’ESPERANTO ma senza ridurre o annullare le tasse di chi non studia in italiano, anche per non creare un forte clima discriminatorio.
VOI CHE NE PENSATE? DITE LA VOSTRA, FATE SENTIRE LA VOSTRA VOCE!!!
Pubblicato su CONSIDERAZIONI, LINGUE | 6 Commenti »
Avete riflettutto su come sarebbe bello se, invece dell’inglese, si parlasse una lingua notevolmente più facile e neutrale come l’Esperanto?