Pubblicato da thegreatsyd su 15 Marzo 2008
Non c’è niente da fare, ormai la tecnologia dei materiali, l’intelligenza artificiale sempre più simile a quella umana, l’abbassamento dei costi di produzione di componenti elettronici, hanno contribuito in maniera decisiva a portare avanti la realizzazione di quello che è sempre stato il sogno dell’uomo, creare un essere artificiale simile agli umani e capace di interagire con loro in maniera quasi autonoma; un valido esempio è Andy il primo vero androide al mondo, notevolmente “umano”, basta dare un’occhiata a questa foto per rendersene conto immediatamente.
Credo che non ci vorrà molto affinché il mondo si spinga verso la robofilia (amore e sesso con i robot), l’incontro fatale sarà inevitabile via via che i robot somiglieranno sempre più agli umani non solo esteticamente ma anche nelle funzioni e nella personalità.
Col tempo non sembrerà strano che un uomo si innamori di un androide tanto da avere con lui una vera e propria vita sentimentale e sessuale.
Andy, vedi foto sopra, ha misure di tutto rispetto (101-56-86), perfetta nei minimi dettagli, persino in quelli intimi, vanta una pelle soda e vellutata anche se i suoi 160 centimetri non la fanno sembrare una modella ma il suo peso non supera i 48 Kg.
Andy può essere acquistata con occhi verdi o blu, ha un sistema che le permette di avere la pelle sempre calda come se fosse umana ed i movimenti della bocca sono regolabili in velocità.
Nessuno gridi allo scandalo per questo futuro possibile ma, piuttosto, vediamo di analizzare anche gli aspetti positivi di una diffusione su larga scala di simili meraviglie tecnologiche.
1) Abbattimento quasi totale della prostituzione con relativa scomparsa di centinaia di schiave del sesso dalle strade.
2) Possibilità di vivere un rapporto sentimentale completo, anche per chi è escluso a causa di un Handicap o altro dai normali circuiti delle relazioni sociali.
3) La possibilità di avere una compagnia diversa dalla televisione, pensiamo infatti a tutte le persone anziane che sono emarginate dalla società e che così non sarebbero costrette a subire la televisione ma potrebbero parlare (grazie all’intelligenza artificiale) con una ”persona” sempre disponibile ad ascoltare.
Andy è un vero e proprio androide femmina. Ha scheletro, carne e pelle. Ma anche clitoride, imene e punto G. Tutto finto, naturalmente.
Certamente potrebbe essere la fine della violenza sulle donne (almeno di quella carnale) e non si assisterebbe più a tante brutture e omicidi che spesso le mogli subbiscono da alcuni mariti.
Ovviamente, c’è anche il rovescio della medaglia, ci si deve porre delle domande di carattere etico e morale, è giusto condurre l’umanità a condividere una vita sentimentale o sessuale con una macchina, tutto questo non stonerebbe con il socializzare con gli umani?
Che atteggiamento deve tenere la comunità cristiana tutta, nei confronti di questa prospettiva futura?
Queste ed altre saranno le domande alle quale dovremo dare una risposta, una cosa è certa, non potendo evitare il futuro, sarà bene cercare sempre il minore dei mali.
Andy sembra così vera che è possibile farla respirare grazie ai polmoni artificiali, farle chiudere gli occhi quando la si tocca, farsi seguire con lo sguardo grazie a un software di riconoscimento, da darci davvero l’impressione di avere di fronte una donna in carne ed ossa.
A seconda dei moduli meccanici e dei programmi installati, l’avvenente robot può partecipare attivamente al rapporto sessuale, muovendosi con un ritmo che aumenta di pari passo con la respirazione, i vocalizzi e addirittura la temperatura corporea, sudorazione inclusa. Andy ha dita soffici e mani prensili, si lascia andare a esclamazioni soddisfatte e la sua pelle in silicone anallergico si scalda al contatto con l’essere umano.
È il massimo dell’artificiale, con scheletro in alluminio. Ma è anche sorprendentemente naturale, grazie a capelli veri che evitano l’effetto parrucca.
Chi vuol cambiare carattere alla bambola può comprare una nuova testa, con caratteristiche morfologiche e comportamentali diverse. Chi invece si accontenta del mero lato estetico, potrà scegliere colore degli occhi, tinta, pettinatura, più un assortimento di accessori di cui dotare l’androide, a seconda dell’utilizzo cui si vuole destinare la preziosa compagna.
Preziosa anche perché, nella versione base, Andy costa ben 5.200 euro.
IL MIO PUNTO DI VISTA UMANO E’ CHE, QUESTO AUTOMA, RIDURREBBE SENSIBILMENTE LA SOLITUDINE DI TUTTI QUEI SOGGETTI CHE NON RIESCONO O NON POSSONO AVERE UNA VITA SESSUALE NORMALE SENZA COSTRINGERLI AD ELEMOSINARE SESSO DALLE PROSTITUTE O ESSERE SOGGETTI DELLA PIETA’ DI CHI SI CONCEDEREBBE LORO SOLO PER “RENDERLI FELICI ALMENO UNA VOLTA NELLA VITA”.
Da credente (forse anche perché normodotato) credo che Dio non approvi simili rapporti ibridi (non commettere atti impuri) ma non mi sentirei di negare ad un infelice la felicità artificiale se questa non arreca danni a terzi e voi?
Pubblicato su CURIOSITA', TECNOLOGIA, scienza | Non ci sono Commenti »
Pubblicato da thegreatsyd su 12 Dicembre 2007
Sono sempre stato attratto dalla tecnologia così come dalle calamite (era una battuta) ma la robotica mi ha sempre affascinato e, nei film di fantascienza, erano proprio gli automi che mi attiravano in maniera particolare.
Ricordo di un film in cui la tecnologia aveva raggiunto livelli molto alti ed era possibile acquistare delle donne robot che erano, al contrario di quelle vere, obbedienti ed instancabili (in tutti i sensi).
In questi giorni mi è capitato di leggere, in giro per internet, che esistono già in commercio alcuni automi con sembianze femminili progetati per il sesso.
Certo non cambierei una donna vera con una artificiale ma forse, questo, un giorno contribuirà a far diminuire la prostituzione umana ed il relativo sfruttamento.
Se credete che quella della foto di sopra sia una donna vi sbagliate.
No, non è nemmeno un travestito, non preoccupatevi.
Si tratta di un robot. Ebbene sì. Si chiama Androide ReplieeQ1.
E’ stata esibita in occasione dell’Esposizione di Robot Prototipi tenutasi all’Aichi Expo 2005 a giugno.
Fa un pò impressione, vero? Pare sia fatta di un particolare tipo di silicone che simula la pelle umana e che contenga sensori in grado di rendere naturali i suoi movimenti.
Parla un perfetto giapponese, sbatte le ciglia, gesticola e, persino, simula la respirazione degli esseri viventi.
Però, sinceramente, non la vedo granché appetibile sessualmente.
Certo che comunque è incredibile quanto le macchine inizino ad assomigliare agli esseri umani, non trovate?
Certo che, se pensiamo a paesi come la Corea del sud, che intendono portare la robotica nelle case di tutti i coreani entro il 2010, possiamo solo dedurre che ormai siamo vicini all’era in cui le macchine faranno sempre più parte della nostra vita e forse riusciranno anche a semplificarcela.
Chissà, forse un giorno, non esisteranno solo coppie omosessuali ed eterosessuali ma anche coppie uomo-macchina, il solo pensiero mi spaventa e…..mi attrae nello stesso tempo.
Ecco qui sotto una foto di un androide più recente di quello visto sopra, si tratta di EVER-1 realizzato in Corea del sud e decisamente più femminile di quello di sopra.
La donna bionica , dall’aspetto simile alle sue connazionali più affascinanti, è il primo esemplare di una serie di androidi destinati ad avere un ruolo assai importante nella vita di tutti i giorni della società sudcoreana.
L’androide, che ricorda molto da vicino il robot antropomorfo sviluppato dai ricercatori giapponesi, è in grado di dialogare con gli umani grazie ad un sistema di riconoscimento vocale. Molti sensori ed oltre 15 microtelecamere permettono ad Ever di riconoscere le emozioni degli interlocutori, attraverso l’analisi dei movimenti facciali e l’uso di ben 35 micromotori che simulano i muscoli facciali.
Grazie a questa dotazione, Ever può assumere una vasta gamma di espressioni : dalla felicità allo sgomento, dalla tristezza alla sorpresa. Un guscio di silicone ricopre la struttura metallica di Ever, così che la sua “pelle” ha un aspetto assai simile a quella umana.
Alta 1 metro e 60 centimetri per 50 chili di peso, Ever è stata presentata dal ministro delle attività produttive come “una ragazza di venti anni”, riporta il quotidiano locale Chosunilbo.
L’industria robotica nazionale, spinta dai finanziamenti del governo e dall’obiettivo di portare gli automi in tutte le case dei cittadini, è intenzionata a produrre in serie il modello Ever-1.
Sviluppata nei laboratori del KITECH, l’Istituto Coreano di Tecnologia Industriale, “Ever avrà il suo posto nei musei, nei negozi e negli sportelli informativi”, ha dichiarato Baeg Moonhong, “padre” del robot.
L’unico limite di Ever è che i suoi arti inferiori non possono muoversi: perfetta per fare la segretaria o la banconiera? Apparentemente sì, ma solo per poco tempo ancora: Baeg ha fatto sapere che “le prossime revisioni di Ever potranno alzarsi e camminare”, oltre ad avere “nuove funzioni di riconoscimento delle emozioni”.
In tutta onestà, nella robotica vedo un buon uso in campo assistenziale; accudire malati, anziani, disabili ecc. non sarà più necessario pagare un’umana per svolgere compiti spesso faticosi e/o che mettono a dura prova la resistenza fisica e/o psichica infatti, un automa non chiede denaro in cambio di ciò che fa e non si stanca ne dorme ne sbuffa ma, proprio come un bravo e volenteroso volontario altruista, svolge le sue mansioni al meglio.
Certo, forse gli automi toglieranno qualche possibilità di lavoro alle badanti ma, vuoi mettere la sicurezza di avere in casa una “persona” di cui ci si può davvero fidare?
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